436 miliardi di motivi per cambiare rotta: contro lo spreco dei sussidi
I numeri emersi dal recente rapporto sui Sussidi Ambientalmente Dannosi (Legambiente) non sono solo un allarme ambientale, ma fotografano un’inefficienza economica strutturale: 436 miliardi di euro in 15 anni destinati a sostenere attività ad alto impatto inquinante. Solo nel 2024, la cifra ha toccato i 48,3 miliardi: https://lnkd.in/dfAV8VGq

Da tecnico che opera quotidianamente nell'integrazione tra EGE e metodologia BIM, vedo in questi dati il riflesso di una gestione energetica che per troppo tempo è stata priva di una diagnostica rigorosa e di una pianificazione basata sui dati reali. Lo spreco non è solo nel sussidio diretto, ma nell’incapacità di veicolare queste risorse verso interventi ad alto rendimento. Ecco come, lato consulenza tecnica, possiamo e dobbiamo rispondere a questo scenario:
- Per abbattere i costi operativi e le emissioni, non servono incentivi a pioggia, ma Diagnosi Energetiche basate su protocolli certificati. Ogni euro investito deve essere giustificato da un ROI tecnico ed economico chiaro.
- L’integrazione BIM non è un optional burocratico, ma lo strumento per azzerare le inefficienze in fase di progettazione e gestione. Gestire un asset tramite modelli informativi significa eliminare quegli "sprechi invisibili" che gonfiano i costi di cantiere e di esercizio.
Obiettivo 2030: La vera sfida per l'Italia è la riconversione di circa 25 miliardi di sussidi in interventi "favorevoli". Questo passa inevitabilmente per la riqualificazione profonda del patrimonio edilizio e infrastrutturale, rendendolo energeticamente indipendente.
La tecnologia e le competenze per farlo esistono; è il momento di metterle a sistema per garantire trasparenza, sostenibilità e redditività reale.

